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    Story 53: 1995

    Staffetta a ostacoli per i carrelli elevatori

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Staffetta a ostacoli per i carrelli elevatori

Grazie all’impegno dei dipendenti, alla Rauch si produce e si costruisce nello stesso tempo.

Fin dai primi anni ‘60 la Rauch è stata molto attenta a utilizzare tutti gli impianti nel miglior modo possibile e grazie all’impegno dei gruppi di operai all’interno degli stabilimenti è riuscita in questo sforzo persino quando si è trattato di ampliare o di ristrutturare una sede. Così è stato, per es. per il nuovo stabilimento di Nüziders.

All’interno del capannone, nel magazzino accanto e sull’intera area, nell’estate del 1995 erano ancora in corso i lavori di costruzione sotto la direzione del dott. Roland Concin. E nonostante tutto, al riparo da un tendone anti-polvere che divideva la parte anteriore del capannone, sul nastro di due linee di produzione passavano ogni ora 120.000 lattine già riempite. Tutto questo fu possibile soprattutto grazie all’abilità e alla tenacia dei carrellisti. Per diversi mesi, infatti, hanno lavorato in un’autentica staffetta a ostacoli tra capannone e magazzino.

Il 1° carrello elevatore portava il pallet con le lattine piene alla rampa del reparto di produzione. Lì, su una strada sterrata 40 cm più in basso, il 2° carrello elevatore prendeva il pallet, percorreva alcuni metri e lo posava sul bordo di una vasca di cemento profonda 2 metri e larga circa 3 metri. Giù in questa cava c’era il 3° carrello che aspettava con le forche tutte in alto per prendere il pallet, ruotare di 180 gradi in quello spazio angusto e posare la merce sul bordo del magazzino. Da qui un 4° carrello portava il pallet al suo posto. Fu davvero un lavoro da maestri! Oltretutto, poiché la rampa per i camion si trovava nel reparto di produzione, quando si trattava di caricare gli automezzi la staffetta si svolgeva sullo stesso percorso ma in senso inverso.

 

 

Nell’estate del 1995, solo pochi mesi dopo il trasferimento, la Rauch già riempiva lattine nel nuovo stabilimento di Nüziders. Senza il lavoro incessante dei carrellisti tutto questo non sarebbe stato possibile.